Italian translation by Paolo Nardini
Submitted 9 September 1998
From paolon@liceo-vallisneri.lu.it
Posted 9 September 1998

Discorso radiofonico di David Hilbert
Königsberg, 8 settembre 1930

Lo strumento che funge da intermediario tra la teoria e la pratica, tra il pensiero e l’osservazione, è la matematica. Essa costruisce i ponti di collegamento ed attribuisce loro aspetti di sempre maggiore solidità. In questo modo è accaduto che la nostra cultura contemporanea, dal momento che si basa sulla spiegazione intellettuale e sullo sfruttamento della natura a fini pratici, abbia le sue fondamenta nella matematica.

Già Galileo dichiarò: "Per comprendere la natura, si devono imparare il linguaggio ed i segni attraverso i quali la natura ci parla". Ma questo linguaggio è la matematica e questi segni sono i simboli matematici !

Kant affermò: " Io sostengo che, in ciascuna specifica scienza della natura, si incontra un contenuto genuinamente scientifico soltanto nella misura in cui risulta presente in esso la matematica". In effetti, non si padroneggia una teoria scientifica finché non si sia enucleata e completamente sviscerata la sua essenza matematica. Senza la matematica l’astronomia e la fisica odierne sarebbero impossibili. Queste scienze, nelle loro branche teoriche, di fatto si dissolvono nella matematica. Esse, insieme a molte altre applicazioni, sono responsabili ad ogni livello della considerazione di cui la matematica gode presso il grande pubblico.

Nonostante ciò, tutti i matematici hanno rifiutato di accettare le applicazioni come una valida misura del valore della matematica. Gauss parla della magica attrattiva che rese la teoria dei numeri la disciplina prediletta dei primi matematici. Per non menzionare l’inesauribile ricchezza della teoria dei numeri, che supera di gran lunga quella di qualsiasi altra parte della matematica. Kronecker paragonò i teorici dei numeri ai mitici lotofagi, che, avendo assaporato una volta la delizia, non poterono più farne a meno.

A Tolstoy, che aveva dichiarato che la ricerca della "Scienza nel nome della Scienza" era priva di senso, il grande matematico Poincaré replicò con un’inusuale durezza, facendo notare che i trionfi dell’industria, ad esempio, non sarebbero stati certamente realizzati se fossero esistiti soltanto uomini pratici e se tali trionfi non fossero stati resi possibili da alcuni ‘stolti’ disinteressati.

La gloria dell’intelligenza umana, così disse il famoso matematico di Königsberg, Jacobi, è l’unico scopo di tutta la scienza.

Non dovremmo credere a coloro che oggi profetizzano il declino della cultura scientifica. Adottando un tono da filosofi ed un’aria di superiorità, essi accettano con compiacimento il concetto di ‘inconoscibile’. Per noi matematici non esiste nessun ‘inconoscibile’ e, secondo la mia opinione, non c’è assolutamente niente di simile riguardo alle scienze naturali. Al posto di questo insensato ‘inconoscibile’, facciamo in modo che, al contrario, la nostra parola d’ordine sia: Dobbiamo conoscere – conosceremo !




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